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La Cina al Castello di Duino

Castello di Duino - Trieste

L’Italia, Trieste e l’Estremo Oriente sono sempre più vicini. A partire dal 13 maggio, in occasione dell’iniziativa diplomatico-commerciale denominata “l’anno dell’Italia in Cina”, nello spirito di una sorta di “gemellaggio culturale” a distanza, le sale del Castello di Duino, a pochi chilometri da Trieste, ospiteranno la grande mostra intitolata “La Cina al Castello di Duino”.

La rassegna, fortemente voluta dai Principi della Torre e Tasso nell’ambito di quel mecenatismo culturale che ha contraddistinto da generazioni la permanenza del loro nobile casato nello storico Castello, è organizzata dal Comune di Duino Aurisina sotto l’alto patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione di François Thierry de Crussol, conservatore capo al Dipartimento di Monete e Medaglie della “Bibliothèque Nationale de France”, della Professoressa Danielle Elisseeff, dell’“Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales et Ecole du Louvre” di Parigi, degli uffici di rappresentanza in Italia del Consiglio cinese per la promozione del commercio internazionale (CCPIT), della Camera di Commercio internazionale cinese (CCOIC), della Camera di Commercio di Trieste, della Fondazione CRTrieste, di Italia Marittima S.p.A. e di Greensisam S.p.A. Alla cerimonia d’inaugurazione prenderà parte, fra gli altri, anche Sua Eccellenza l’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese a Roma, il Signor Dong Jinyi, oltre naturalmente alle principali autorità locali.

La mostra renderà giustamente onore a diversi ambiti che concernono la storia della Cina ed il suo rapporto con il resto del mondo, focalizzando su alcune peculiarità della vita culturale, economica e commerciale di Pechino e dintorni, che hanno poi trovato terreno fertile in tutto il pianeta e rappresentato importanti scoperte per numerose società avanzate in particolare del vecchio continente. E’ il caso, ad esempio, della straordinaria raccolta di rarissime monete dal VI° secolo avanti Cristo al 1945, che rappresentano una novità di estremo valore per tutte le mostre mai programmate in Italia. La rarità consiste in un aspetto che pochi conoscono: la natura fiduciaria della moneta, ossia il concetto che il valore del soldo non è legato alla quantità di metallo – prezioso o no – contenuto nel segno monetario ma ad un accordo tacito o esplicito tra i diversi attori economici, è una delle basi del funzionamento dell’economia moderna e si è sviluppata per la prima volta proprio in Cina. Nessuno si stupisce oggi del fatto che il pezzo da 10 centesimi di Euro, ad esempio, pesa 4,15 grammi di ottone e che quello da 50 centesimi, che ha un valore di scambio superiore di cinque volte, ne pesa solo 7,90, ma questo sistema è stato adottato dagli Occidentali solo nel XX° secolo, mentre i cinesi ne hanno fatto la base del loro sistema monetario da più di due millenni. E sarà proprio sulle monete che si fonderà la mostra a Duino a partire dal 12 maggio, ma non sarà l’unica degna di nota.

L’altro pezzo forte per tutto il periodo estivo e per la prima parte dell’autunno, all’interno della dimora dei Principi della Torre e Tasso sarà infatti incentrato sulle ombre cinesi, spettacolo famoso in tutto il mondo, un genere drammatico nato proprio nell’Estremo Oriente. Secondo la leggenda, le ombre cinesi si svilupparono a seguito della disgrazia occorsa all’Imperatore Wudi (156-87 a.C.) che, disperato per la morte della sua “favorita” Li, fu aiutato da un mago ad uscire dalla malinconia attraverso la realizzazione di una sagoma di legno con le fattezze della donna, di cui l’artista proiettò l’ombra su di una tenda affinché l’imperatore, vedendola, si consolasse credendo che l’ombra stessa fosse in realtà lo spirito della sua amata.

Non solo: a Duino troveranno ampio spazio anche numerosi dipinti d’origine cinese (una trentina in tutto) provenienti da diversi periodi storici. Si tratta di capolavori generalmente arrotolati nel loro supporto - carta di riso o seta - per essere trasportati con più facilità. I dipinti arrotolati verticalmente erano destinati ad essere appesi alle pareti per favorire una visione d’insieme a distanza; quelli arrotolati orizzontalmente non venivano appesi, ma srotolati manualmente per una visione più ravvicinata così da apprezzarne maggiormente i dettagli Un’ultima curiosità concerne le origini della pittura: in Cina, a differenza delle principali civiltà del periodo, il primo reperto di questo tipo non è parietale ma è un frammento di pittura su seta (datato diversi secoli avanti Cristo) che raffigura una donna che assiste al combattimento tra un drago e una fenice.

Nella grande mostra “La Cina al Castello di Duino” infine, sono esposti anche numerosissimi libri provenienti da Pechino e dintorni.


La Cina al Castello di Duino
Castello di Duino

Duino-Aurisina
TS
Dal 12/05/06 al 12/11/06

Per maggiori informazioni
Telefono: 040-208120
Email: castellodiduino@libero.it

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