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Guido Coletti - Oro: paradigma e metafora del terzo millennio

Guido Coletti - Oro: paradigma e metafora del terzo millennio

Le società moderne si pensano innanzitutto come degli organismi di produzione e di scambio, che danno origine ai rapporti sociali subordinati alla sola esigenza di razionalità economica. Ne consegue una ferrea logica di interessi - ben compresa e ben calcolata da tutti - postulante la legittimità assoluta dell’ arricchimento monetario, se non, addirittura, il suo carattere obbligatorio.

Vien da pensare che, nel corso dei millenni, l'umanità si sia specializzata esclusivamente nella ricerca di un’ ideologia totalmente strumentale e strumentalizzante. Non è così: infatti in tutti noi esiste il concetto del dono, dell’ obbligo di donare e di ricevere il dono, di restituirlo, e di far tesoro di questo sistema di scambio antichissimo lontano dalla logica dell'interesse; inoltre v'è anche una vastissima porzione di umanità che vive in maniera opposta a quella occidentale che non focalizza il suo pensiero nella logica del calcolo e del consolidamento dell’ "assiomatica" economica.

Agli inizi l'"assiomatica" veniva giustificata come "evangelizzazione" ora si chiama "globalizzazione". In realtà tutto il calcolo non ha mai badato a spese di vite umane, dato che tutto è equiparato a vita = denaro, oro = felicità. E’ questa l'offerta al mondo - pubblicità - dell'illustrazione paradigmatica del pensare globale, per il quale non esiste altro scambio che quello mercantile - monetario. Contiamo pertanto in base al nostro fatturato...!!!? Il soggetto è soggetto di un calcolo razionale, e la Scienza - la vera ispiratrice del potere - è la spiegazione giustificatrice, di tutti i quesiti e di tutte le complessità architettate che fanno diventare tutto antropologicamente vero. Non c'è motivo (!!!?), dunque, per opporsi all'"assiomatica", o per porvi interrogativi alternativi, o per parlare di alterità. Non ci sono nemmeno ostacoli relativi a precisi limiti evidenziati da questa legittimazione. Per mantenersi "brillante" l'uomo occidentale evita di mettersi in relazione con l'alterità e rinuncia a interpretare come viva la sua società, il pianeta, ed anche rinuncia ad interrogarsi, rompendo con l'ordine antico del mondo.

Passo dopo passo l’"assiomatica" è diventata dato di analisi economica dell’ insieme sociale, dato delle economie politiche della politica, dato della famiglia, dato della criminalità... dell' amore... della critica... della vita... In realtà l’"assiomatica" monetaria strumentale non si regge su se stessa poiché è difficile reperire costantemente gli aspetti di un mercato di tipo moderno o precapitalismo. Se questa relatività non sussistesse il capitalismo avrebbe già trionfato da millenni. C'è dunque un punto cieco, trasversale, in rapporto alle diverse discipline delle Scienze sociali, un punto di interrogazione che va smarrendosi e assottigliandosi nel tempo. Una interrogazione che almeno, o quantomeno, si basi sulla messa in prospettiva del mercato - e di tutto ciò che ne consegue - rispetto ad altre forme storiche di organizzazione sociale, delle quali la società contemporanea non si è mai minimamente preoccupata, se non fingendo pietosamente con immense campagne pubblicitarie "buoniste", ovviamente dal salotto "del privilegio"

L’"assiomatica" dell'interesse, secondo le epistemologie moderne, è per natura, irrefutabile, infalsificabile... ma l'azione umana ha altri riferimenti, diversi, ben diversi dall'azione di mercato. Da questa posizione culturale nasce la mia recente produzione "ORO" che si avvale di una metodologia speculativa all'"assiomatica". Perciò da un lato precostituisco, o ricerco, un "control objet" - preesistenza - quadro già dipinto e di per se stesso significante e connotante - situazione antecedente e parergonale - dall'altro copro, ovvero soverchio a piacimento con la simbologia materiale dell'oro a ciò che tutto resti costretto al di sotto, schiacciato dalla "coprenza" e dell’ opulenza della divinità del terzo millennio... l'oro ovvero la garanzia, la certezza per tutti noi e per il nostro futuro!!!!?.

Mostre di Guido Coletti:

Bangkog 1985; Bergamo 2000; Bologna 2000; Caracas 1978 - 80; Castellanza 1979; Gorizia 1979 – 81; Grado 1976-77-78 ; Latisana 1980; Lignano 1970-72-74-75-76-77-78-79; Nancy 1976; New York 1982-90-91; Nola 1975-77; Milano 1977-79-80-00; Parigi 1977-79-80; Pompei 1976; Pordenone 1975-77; Pugnochiuso 1981-82; Singapore 1986-87-88; Strasburgo 1976; Toronto 1980; Trieste 1975; Udine 1975-78-80-91.

Scritti di:

R. Bastos - A. Berthommè - G. Brussig -L. Carluccio - Dal Bon - R. De Grada -G. Finzi - Gentilini - Gaspardo - M. Gaillard - G. Gassiot Talabot - Y. Jouffroy - G. Legrand - R. Lucchese - F. Monai - Montenero - E. Pietraforte - V. Querel - A. Reini - E. Santese - I. Valente.

Art Studio Guido Coletti
33030 S. Margherita - UD - Italy ph. 0039-0432-672082
www.guidocoletti.it

Guido Coletti - Oro: paradigma e metafora del terzo millennio
La Roggia
Viale Trieste 19
Pordenone
PN
Dal 17/03/07 al 12/04/07

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Telefono: 0434552174
Email: laroggia@tin.it
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