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Cultura > Musica > 30 Settembre 2011

"Ridatemi i congiuntivi": esce il nuovo album del cantautore triestino Gino D'Eliso

Poster promozionale dell'album di Gino D'Eliso

Trieste (TS) - Esce finalmente, a 11 anni di distanza dal suo ultimo prodotto discografico, l’album "Europa Hotel" - seguito a sua volta a un silenzio durato 18 anni - il nuovo, atteso lavoro del cantautore triestino Gino D’Eliso. E l’attesa viene ampiamente ripagata dal risultato ottenuto che rivela un D’Eliso in una fase di grande vena creativa: un album composto da 10 inediti non convenzionale prodotto da Mitteleurock Productions, “RIDATEMI I CONGIUNTIVI”.

Più che una richiesta, un’esigenza per il cantautore triestino di origini pugliesi: quella di riappropriarsi della propria lingua, della propria musica, della propria cultura, della propria morale. Con un preciso richiamo fin dalla copertina, che ritrae degli alunni in una classe, ai giovani, protagonisti del futuro ma non del presente. Coscienze sopite da risvegliare anche grazie ai grandi classici trasposti in musica. Meglio se rock, anzi, Mitteleurock, il genere inventato da D'Eliso negli anni Ottanta.

“Il progetto – spiega lo stesso Gino D’Eliso - nasce da una vecchia idea: comunicare tramite il veicolo più immediato per i ragazzi – cioè la musica – la voglia di leggere, di approccio al conoscere, al cercare di capire al leggere, alla carta stampata. Di sentire tra le mani un oggetto, un libro, un qualchecosa di tangibile da conservare, da annusare, da guardare, da fare proprio, da amare. Non odio l’informatica o i telefonini… però.. un po’ sì.”

Il titolo del progetto dal quale l'album è stato ispirato è“Canzoni da leggere” ed è un titolo affatto casuale, in quanto ispirato - come rivela D’Eliso nelle note che accompagnano il curatissimo prodotto – dalla lettura.

Quelle dell’album “Sono canzoni liberamente ispirate ai romanzi – spiega ancora D’Eliso – che maggiormente mi hanno fatto pensare, immaginare, sognare”.

Apre ANNI SULL’ALTIPIANO, ispirata dalla lettura del libro “Un anno sull’ altipiano” di Emilio Lussu. Minimalista e asciutta negli arrangiamenti, mostra l’anima più rock di D’Eliso. Registrata nell’home studio di Franco Ghietti e oltre al chitarrista vede la presenza di Joe Niemela al sax. “Lussu ci racconta, spesso con cruda ironia, di ragazzi mandati al macello, di generali criminali, di soldati ubriacati prima dell’attacco”.

Dal tono cantautorale è SIAMO ARRIVATI A SUD, registrata con gli allievi della Scuola di Musica 55, che profuma di mare, trasuda di contaminazioni mediorientali e gode di arrangiamenti più ricercati. Nasce dalla lettura del romanzo “L’ora di tutti” di Maria Corti, che - quasi in tempo reale e con un effetto “videoclip” - racconta dell’assedio turco a Otranto, nel 1480. Alla resa, gli ultimi 800 valorosi otrantini, piuttosto che rinnegare la propria fede, preferirono la morte. In entrambi ho visto un’angosciosa allegoria dell’attualità”.

Ne l’acustica LE GRANDI PIETRE BIANCHE, le pietraie carsiche nascondono la voglia di libertà e di pace di una terra divisa, mentre LE NOTTI BIANCHE sono quelle dell'autore, che spesso vaga di notte nelle strade della sua Trieste “quando tutto è più umano e la gente ti saluta come se fossi un vecchio amico”.

E poi c'è appunto la title-track, RIDATEMI I CONGIUNTIVI, estinti dal linguaggio dei giornali e della tv come lingue morte. A sancire il risveglio, un inserto con il Coro dell'Armata rossa. Completano il lavoro, VITA IN STATO DI EBBREZZA, una vivida ballata folk-rock autobiografica scritta nel gennaio 2008, CHELSEA HOTEL, dal suono vivido e dalle chitarre graffianti (“Ho voluto, e in un certo senso dovuto, riprenderla come omaggio a Patrizia Pizzani per la quale la scrissi nel 1984 e ai musicisti che, attualmente, mi sopportano e supportano”), CANZONE D'AMORE, pubblicata nel 1983, in una rilettura forse più drammatica dell'originale, per tanti miei sinceri e veri amici e gli inediti PINO DELIRIO AND HIS FABULOUS ROCKER BOYS e SIGNORE DEGLI IMBECILLI (risalenti entrambi al 1979, ma mai precedentemente pubblicati): la prima è un tiratissimo rock elettrico che descrive la parabola di un musicista stritolato dallo show-biz, la seconda una graffiante canzone di protesta con echi bowiani all’epoca non accettata dalla casa discografica di D'Eliso che lo voleva efebico cantautore dagli arrangiamenti delicati e dai temi asettici perché giudicata troppo violenta e poi finita sull’album dei Revolver in una versione dai contorni punk, ma ancora oggi di grandissima attualità. Come un album di sano e puro rock'n'roll, slegato dai richiami della moda e per questo senza tempo.

“E' un prodotto nato nel tempo, senza fretta e con la mia consueta pigrizia. I suoni e gli arrangiamenti – conclude D'Eliso - sono volutamente scarni e “ruvidi”: li volevo così. Ho avuto il piacere ed il privilegio di collaborare con musicisti bravissimi e, soprattutto, amichevolmente rilassati. Non avendo scadenze contrattuali nè interlocutori codificati, ho avuto la possibilità di spaziare di studio in studio, da orario ad orario, da situazione a situazione”.

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